300 anni di massoneria, grande successo a Pesaro

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PESARO – Grande successo per il convegno organizzato lo scorso il 27 maggio dal Collegio Circoscrizionale dei MM.VV delle Marche e dal Grande Oriente d’Italia, per celebrare i 300 anni della Massoneria moderna, dalla fondazione della Gran Loggia D’Inghilterra nel 1717 all’Unità d’Italia. Nell’affollata Sala “Adele Bei” della Provincia sono state ripercorse le radici storiche della Libera Muratoria e tracciati i confini tra le sue due anime: speculativa e di origine esoterica.

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Ad aprire i lavori, moderati da Francesco Tenella Sillani, il presidente del Collegio circoscrizionale della Marche, Fabrizio Illuminati che, dopo aver ringraziato gli Orienti di Pesaro e  Urbino per l’organizzazione del convegno, ha così esordito: « La Massoneria Moderna si ricollega anche a tradizioni precedenti al cristianesimo. Ha due anime costitutive: è possibile individuare una linea di continuità tra il pensiero ermetico e quello illuminista. Occupa quindi un ruolo importante rispetto alla modernità, quello di aver tramandato una tradizione iniziatica che si è rivelata preziosa per l’emancipazione dell’occidente cristiano dall’oscurantismo e dall’intolleranza. Ci sono stati dei tentativi, in parte riusciti, di laicizzazione anche nel mondo islamico da parte dei Giovani Turchi con la loro rivoluzione che nacque proprio nella Loggia di Salonicco del G.O.I. Credo che oggi la nostra opera sarebbe molto utile anche in zone come il Medio Oriente».

Il presidente Illuminati prosegue focalizzando il discorso sulla situazione italiana: « Le celebrazioni per i 300 anni della Massoneria, cadono in un periodo in cui riemerge un vizio italiano: fare della nostra Istituzione il capro espiatorio di ogni emergenza, come quella della crisi economica. Le viene data un’immagine denigratoria dalla stampa, mentre è un’istituzione che è stata centro aggregativo tra uomini liberi, e che ha contribuito alla formazione del mondo moderno, con la libertà d’opinione».

Gian Mario Cazzaniga

Hanno suscitato interesse gli interventi dei due relatori invitati, il primo a parlare è stato il professor Gian Mario Cazzaniga, che studia ormai da anni il fenomeno della massoneria e ha al suo attivo numerose pubblicazioni in materia. Cazzaniga ha spiegato l’identità dell’’istituzione massonica, partendo dagli articoli più significativi delle Costituzioni di Anderson, con la sua portata rivoluzionaria inserita nella vita culturale e sociale del mondo occidentale. Nella sua articolata esposizione, ci sono stati numerosi richiami biblici, come quello al Noachismo a cui si riferisce anche il famoso discorso di Ramsey, e ai testi di grandi filosofi del passato, analizzandone i numerosi collegamenti con la Massoneria.

Il moderatore Tenella ha arricchito il convegno facendo notare come lo stemma di Pesaro contenga simboli massonici e ricordando che tra gli scranni del consiglio comunale della città sedette Ernesto Nathan, sindaco di Roma e Gran Maestro del Grande Oriente D’Italia.

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A seguire, ha preso la parola il Grande Oratore del G.O.I Claudio Bonvecchio, uno dei più grandi studiosi di Massoneria, che, dopo aver portato i saluti del Gran Maestro Stefano Bisi, ha delineato i due modelli della Libera Muratoria: quello scozzese e quello anglosassone. «Quello scozzese si ispira alla tradizione antica, rifacendosi al mondo esoterico, del rinascimento, calcando la mano anche alla tradizione cavalleresca, e dei templari, anche se in quest’’ultimo caso non esistono prove. Era una massoneria fortemente gerarchica, e fondamentalmente perdente». Il modello anglosassone, invece, «vuole una classe sociale inglese borghese, creando la piattaforma per la monarchia».
Bonvecchio ha tracciato una linea di demarcazione storica tramite Cartesio, prima di lui il la visione del mondo tra la dimensione celeste (spirituale) e quella terreste (misurabile). «Per i prossimi i 300 anni la Massoneria del futuro avrà il grande compito di riunire la Lex Extense (spirituale) e la Lex Cogita (misurabile) per far tornare la società nella sua completezza magica». Il Grande Oratore ha terminato il suo intervento con la citazione de “La Rosa di Paracelso” accendendo gli applausi entusiasti dei presenti.