La Storia della Massoneria a Castelplanio

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Il giornalista e scrittore Luca Guazzati ha presentato il suo libro “La Massoneria nella provincia di Ancona” a Castelplanio lo scorso 18 marzo con il patrocinio del Comune, nell’intimità della Vineria di Palazzo Fossa Mancini, accompagnato dai relatori  Fabrizio Illuminati, presidente del Collegio Marche del Grande Oriente d’Italia, e dello storico Pietro Rinaldo Fanesi.
Il sindaco Barbara Romualdi, accompagnata dall’assessore alla cultura Paolo Grizi, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale ai presenti e il suo personale benvenuto ricordando che è compito delle istituzioni democratiche dare voce a tutti, senza pregiudizi, perché il confronto intellettuale è sempre un stimolo vivace d miglioramento.
Fabrizio Illuminati ha ricordato illustri massoni jesini da Gaspare Spontini a Pacifico Carotti, poi ha ripercorso le fasi storiche in cui la Massoneria ha contribuito alla storia dell’Italia, dalla rivoluzione francese al risorgimento italiano, dalla carboneria all’unità d’Italia, dalla breccia di Porta Pia fino al ventennio fascista. «Mussolini – racconta Illuminati – disse che i massoni del Grande Oriente d’Italia dichiararono guerra la fascismo e durante il ventennio diversi esponenti del regime sottolinearono la pericolosità del “nemico massonico”. Grazie alla recente apertura della nostra istituzione, è diventato più chiaro negli ultimi anni il ruolo che i massoni hanno avuto nei momenti chiave della storia moderna. L’Assemblea costituente, per esempio, fu guidata da massoni come Giovanni Conti, vicepresidente della stessa assemblea, e Meuccio Ruini, presidente della “Commissione dei 75” incaricata di redigere il testo costituzionale>>. Il presidente Illuminati conclude ammonendo che ancora oggi i liberi muratori hanno nemici, basti pensare ai recenti venti massofobici della Commissione parlamentare antimafia e alle moderne “scomuniche” della pubblica amministrazione.
Rinaldo Fanesi ha circoscritto il perimetro storico dalle Marche e alla città di Ancona ricordando episodi ai anticlericalismo come Simoncelli e le carceri di Civita Castellana, ma anche di come la massoneria sia stata l’ammortizzatore sociale borghese che ha evitato vere e proprie guerre civili.
Dopo Fabriano, Senigallia, Ancona e Loreto, quella in Vineria è stata una tappa fortemente voluta dall’autore che ha dedicato un capitolo del libro dove si riporta l’esistenza documentata di un “Triangolo” proprio nella cittadina di Castelplanio che testimonia una presenza di uomini dediti a rappresentare i sensi di una fratellanza universale ed un alto sentire i valori costituzionali dell’Italia Unita. Ma chi erano? Perché si riunivano in segreto? Che cosa volevano? Grande l’interesse da parte di una platea attenta di appassionati di storia che ha posto domande e contribuito con numerosi interventi. Da ricordare quello dell’ex-assessore Isolina Marcelli che ha ricordato che a Castelplanio era presente la stamperia d’arte Romagnoli, fulcro della vita culturale della Vallesina, che in numerose pubblicazioni ha inserito decorazioni con veri simboli massonici. Il giornalista Bruno Luminari ha ricordato che Adriano Colocci, famoso marchese jesino ciatato anche nel libro di Guazzati, fu iniziato massone nella loggia Tito Vezio di Roma e che fu il presidente del comitato per il monumento di Giordano Bruno realizzato nel 1849 in Campo Dè Fiori a Roma da Ettore Ferrari, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.