Massoneria ad Ascoli Piceno, “Siamo la luce della società”

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ASCOLI PICENO – Ottima accoglienza riservata da un folto pubblico al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi nella sua prima visita ad Ascoli in occasione del convegno “I Valori dell’Occidente” organizzato dal Collegio Circoscrizionale dei MM.VV. delle Marche. Tra i rappresentanti del territorio piceno c’erano il consigliere comunale Umberto Trenta, il presidente della Camera di Commercio, Gino Sabatini, e Giovanni Ferrante che ha portato il saluto a nome degli Orienti di Ascoli e S.Benedetto

Nella Sala dei Savi di Palazzo Capitani sono intervenuti Fabrizio Illuminati, presidente del Collegio Goi delle Marche; Giovanni Greco e Francesco Sberlati dell’Università di Bologna; Antonio Cecere dell’Università di Tor Vergata; Marco Rocchi dell’Università di Urbino, e che è stato concluso dal Gran Maestro Stefano Bisi.

Fabrizio-IlluminatiFabrizio Illuminati apre il convegno con una piccola metafora per spiegare la centralità dei liberi muratori nella creazione della società contemporanea “I massoni sono stati dei giganti che , con in mano le torce della conoscenza, sono arrivati a fare luce in un mondo oscuro caratterizzato dalla grettezza religiosa e dagli abusi dei potenti”.

Giovanni Greco ha parlato dei valori e dei diritti umani fra tradizione e innovazione accompagnando il folto pubblico attraverso i secoli con un viaggio comparativo tra i testi sacri dei popoli antichi e gli scritti biblici in un contraddittorio intellettuale legato ai valori moderni espressi dalla Libera Moratoria.

Francesco Sberlati ha ripercorso la genesi dello stato di diritto partendo dalle costituzioni della Repubblica Cisalpina analizzando articoli di legge emblematici per far comprendere la portata dell’influenza della Francia rivoluzionaria.

Marco Rocchi ha presentato una Massoneria non solo fiera del proprio passato, ma al passo coi tempi e propositiva che, nel solco della tradizione che la vede come uno spazio franco in cui uomini di ideologie e religioni diverse trovano uno spazio di incontro, intende proporsi come luogo ideale di dialogo e di mediazione, all’insegna di quel principio di tolleranza che è uno dei suoi riferimenti ideali. Non solo tolleranza intesa come difesa dei principi di libertà di opinione, di parola e di espressione, ma piuttosto come una processo attivo, attraverso il quale ci si pone nelle migliori condizioni per comprendere il punto di vista dell’altro.

pubblico-3-ottobreAntonio Cerere ha ricordato la necessità di un dibattito laico per la costruzione della città dell’uomo, illustrando concetti come il diritto di esistenza.

Nel suo intervento il Gran Maestro, ha ricordato i tanti, troppi pregiudizi che ancora circondano i liberi muratori. Pregiudizi, dovuti alla scarsa conoscenza che c’è della Massoneria, che è un’istituzione che invece si è sempre battuta – e continua a farlo- per difendere e diffondere quei principi che costituiscono i pilastri, le fondamenta stesse della nostra società e che sono libertà, fratellanza, uguaglianza, principi che periodicamente, nel corso della storia, rischiano di essere messi in discussione, o lo sono stati come è avvenuto durante i regimi totalitari, e che invece vanno preservati e custoditi con determinazione e coraggio. Un grande patrimonio di idealità di matrice illuministica, che la Libera Muratoria, come è stato sottolineato durante il dibattito, ha contribuito a costruire. Una missione a servizio dell’umanità che non conosce soste, né interruzioni.

stefano-bisi-3-ottobreFieri del passato, “noi siamo uomini del nostro tempo –ha sottolineato Bisi- e speranza per il futuro”. “Lo dico con orgoglio: le nostre logge sono luogo di confronto, dove non ci si urla addosso. Luoghi in cui si parla e si ascolta e si impara a parlare e ad ascoltare e a costruire il proprio tempio interiore e a dare concretezza all’articolo 2 della Costituzione, che richiede ai cittadine l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale . Luoghi in cui si ha il privilegio di guardare il cielo stellato che è sopra di noi e che unisce tutti gli uomini, sia quelli che arrivano sulle nostre coste nei barconi che quelli che stanno sulle loro terrazze. Luoghi in cui si impara a riconoscere e preservare l’ultima stella, che è quella che indica il cammino”. “E a quei vampiri emotivi che vorrebbero annientarci noi ribadiamo con forza che vogliamo esistere…La storia è sempre contemporanea. E rischia di ripetersi. I liberi muratori sono stati perseguitati e noi quella storia non la vogliamo rivivere”, ha aggiunto ricordando la notte di San Bartolomeo del 3 ottobre del 1925 a Firenze, quando gli squadristi in camicia nera si recarono a casa del fratello Giovanni Becciolini in cerca degli elenchi dei liberi muratori della città e lo uccisero. “Noi, la fiamma della libertà –ha concluso Bisi- vogliamo mantenerla tutti sempre accesa e così sarà che le nostra battaglie le faremo con determinazione, sincerità e lealtà”.