“POPULARIA AUREA”, STRAORDINARIA PERLA DEL TEATRO PERGOLESI

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JESI – Successo di cirtica e di consensi per  “Popularia Aurea”: valorizzare gli elementi popolari perché portatori di grande significato.
Nel concerto di sabato pomeriggio, 28 settembre – organizzato dal Collegio Marche del Grande Oriente d’Italia e dal Circolo “Ernesto Nathan” di Jesi – , al Teatro Pergolesi si è partiti, sì, da un’aria di Bach, ma si è arrivati a toccare il Brasile, la Romania e un viaggio nella storia del tango, ballo patrimonio dell’umanità.
Ovattato il flauto traverso di Mauro Bibbò, versatile la chitarra di Piero Viti, notoriamente adatta sia per musica classica che per sonorità ispaniche, il concerto ha deliziato gli ascoltatori con brani di Heitor Villa-Lobos, Bèla Bartòk e Astor Piazzolla, chiudendo quindi con la “Fantasie Brillante sur Carmen“ di François Borne.
Interessanti le sonorità delle danze popolari rumene, probabilmente insolite per l’orecchio dei più.
Con la meravigliosa voce di Elettra Zeppi e la coinvolgente narrazione di Patrizio Rispo, Jesi si è nutrita di filosofia umanistica e nobili ideali. Non solo intervalli, ma veri e propri elementi di profonda riflessione.
Su uno sfondo minimalista ma intenso si sono stagliate le parole di Epicuro sulla felicità, di Giordano Bruno, prezioso martire della libertà di pensiero messo al rogo dalla Chiesa nel 1600 a Campo dei Fiori, e di Tommaso Campanella, teorico dell’utopica Città del Sole.
Da non dimenticare anche Gaetano Filangieri, che ispirò Benjamin Franklin tanto da spingerlo a inserire nella Costituzione Americana il diritto alla ricerca della felicità.
In una società in cui l’utopia è lungi dall’essere considerata valida, un’endovena di buoni ideali e sentimenti fa sempre bene, perché non si dimentichi, quanto meno, l’obiettivo verso cui approssimare vita individuale e collettiva.
Rispo ha infatti ringraziato il milione di ragazzi che proprio il giorno prima era sceso in piazza per il terzo Global Strike for Future e ha ricordato ai fortunati presenti l’esistenza di persone che – sempre più anche per ragioni climatiche – partono dal proprio Paese in cerca di una vita migliore.
Un messaggio di umanità che oggi più che mai ha bisogno di essere ribadito, che non dovrebbe avere alcun colore politico.

Elisa Ortolani